Due padri
di Gabriele Planamente
e Aurora Scarici
Il Progetto “Due Padri” affronta la figura paterna dal punto di vista dei figli: il modo in cui i padri attraversano il dolore, abitano la fragilità e imparano, spesso senza strumenti, a essere uomini. Uomini che prima ancora sono stati ragazzi, e che nel tempo sono diventati padri portando sulle spalle il peso del lavoro, delle aspettative e delle emozioni mai dette. Un racconto intimo sulla mascolinità, sull’eredità emotiva e sulla difficoltà di concedersi, finalmente, la possibilità di crollare.

Rocco sa dove mettere i piedi
di Vincenzo Petullà
1922. Il giovane bracciante calabrese Rocco Gerace lascia la propria terra per lavorare nei campi fuori Perugia. Tra fame, bisogno di appartenenza e desiderio di riscatto, si avvicina ai Fasci di combattimento fino a diventare una camicia nera in prima linea nella Marcia su Roma, in un percorso che racconta dall’interno la trasformazione di un ragazzo comune.

Lettere di addio di Medea
di Emine Meyrem
Le Lettere d’Addio di Medea è una pièce in tre atti che intreccia identità e traumi del passato nell’incontro tra due donne agli antipodi. Da una commedia degli equivoci si scivola verso il dramma, dove musica e parola mostrano come il dolore, se nominato, abbatta ogni distanza.

