IL PROGRAMMA


Dal 6 all’ 11 Ottobre andrà in scena la Rassegna Dopamina.
DOPAMINA Monologhi in cerca di felicità dopamina [do-pa-mì-na] n.f. (biol.).
Dopamina è un format teatrale composto da una sequenza di monologhi. Il titolo richiama il
neurotrasmettitore associato al piacere, alla motivazione e al desiderio, diventando una
chiave evocativa per interrogarsi sul tema del Ben-Essere nel presente. Il progetto nasce
con l’intento di offrire uno spazio scenico dedicato alla dimensione interiore e alle
esperienze quotidiane che attraversano la vita contemporanea. In un contesto
caratterizzato da cambiamenti rapidi e da una crescente complessità relazionale,
Dopamina propone una riflessione accessibile e plurale sulle emozioni, sulle aspettative e
sui modi in cui ciascuno costruisce il proprio equilibrio, sullo sfondo di una società sempre
più complessa e competitiva. Lo spettacolo si articola in una serie di monologhi – originali o
adattati – affidati a interpreti diversi. Ogni intervento sviluppa un tema specifico: il desiderio,
la ricerca ossessiva della realizzazione personale, l’ansia, la solitudine, la cura di sé, il
fallimento e la possibilità di trasformazione. I registri espressivi attraversano linguaggi differenti, dal comico al poetico, mantenendo come elemento comune l’immediatezza e
l’autenticità della relazione con il pubblico. L’insieme dei contributi costruisce così una
drammaturgia composita, in cui le singole voci dialogano tra loro restituendo un quadro
condiviso. Dopamina si configura come un dispositivo flessibile e modulabile, adattabile a
diversi contesti e spazi. Un progetto che utilizza il linguaggio teatrale per attivare riflessione
e partecipazione, mantenendo una forte accessibilità e una dimensione di leggerezza.
Obiettivi
• Promuovere una riflessione contemporanea sul tema della felicità e della ricerca
personale di equilibrio.
• Offrire uno spazio espressivo a interpreti e autori attraverso la forma del monologo.
• Favorire il coinvolgimento del pubblico tramite un linguaggio diretto e riconoscibile.
• Stimolare processi di identificazione e condivisione, valorizzando l’esperienza individuale
come elemento collettivo.


Dal 13 al 15 Novembre andrà in scena ONE MORE KISS
Spettacolo che mira ad esplorare il Ben-essere nella sfera sentimentale
Il monologo indaga dal punto di vista emozionale il fenomeno ultramoderno, nella sua
incidenza, del ghosting, ovvero la scelta di sparire dalla vita della controparte relazionale
senza addurre motivazioni o mostrare indizi di qualsiasi tipo. Sondando una possibile
reazione della vittima, il percorso emotivo della stessa ci guida attraverso insicurezze e
mancanza di fiducia in sé stessa dovuta, in definitiva, all’impossibilità del confronto, della
comprensione e dell’ascolto, fino a giungere ad un rovesciamento dei ruoli, la vittima
diventa carnefice. Amore come relazionalità, dunque, non come sentimento aleatorio ed
estatico, ma come lavorio continuo e impegno; ed è per questo che la specificità del tema
induce anche delle riflessioni più generali sull’amore, sia sui suoi possibili idilliaci inizi, sia
sulla sua sopravvivenza, sia sulla possibilità della fine. La mutazione, possibile ma
assolutamente non auspicabile, del ghosting è poi presentata nella sua forma più violenta,
altrettanto attuale, dello stalking che, in modo diametralmente opposto, rifiuta a suo modo il
dialogo e la relazionalità, negando alla controparte il diritto di esercitare le proprie decisioni.
La preda diventa predatrice, la sua insicurezza e sofferenza per l’improvviso abbandono
lentamente si tramutano prima in pura curiosità: effettivamente lei non ha avuto il tempo di
conoscere questa persona, quindi agogna più informazioni, più dettagli. Lentamente questa
curiosità si trasforma in morbosità, in violenza più o meno velata, in persecuzione subdola,
che poi sfocia in un gesto simbolicamente molto forte, sebbene solo accennato. La
protagonista non riesce a concepire una relazione se non come dinamica di potere:
dapprima subisce la decisione altrui, poi, spostandosi sull’altro lato della bilancia, afferma
se stessa iniziando a decidere per entrambi le sorti di una relazione che esiste solo nella
sua testa. Per noi che viviamo in questo tempo è difficile sradicare le relazioni dal concetto
di possesso: ma se già non è possibile possedere fisicamente una persona, ancora meno
lo è possedere la sua mente, benché questo sia il nostro massimo desiderio. L’unica
opzione che resta è quella di appropriarsi dell'idea che ciascuno di noi si fa dell’altro, che
altro non è che un fantasma. Ghost. One More Kiss, Dear sembra un monologo ma non lo
è: il personaggio in scena è sempre uno, ma le sue due facce si mischiano e si
sovrappongono nel corso della storia. La storia si dipana in una serie di dialoghi che la
protagonista intrattiene con alcuni personaggi più o meno a lei cari, veri o immaginari che
siano, fino a far sì che lo spettacolo si ponga alcuni interrogativi, al pubblico cercarvi, nel
buio della sala, le risposte: fin dove l’attaccamento è cura dell’altro? Quanto ci si può
spingere nel desiderare qualcuno? L’amore è eterno? E l’odio?

Visite guidate teatralizzate

PARTECIPAZIONE GRATUITA

In collaborazione con l’APS Ars in Urbe, vogliamo proporre delle visite guidate teatralizzate
nei luoghi simbolo della nostra città nella ricerca del Ben-essere cittadino e quotidiano. Le
Visite si svolgeranno con una Guida esperta ed un attore che interagirà con il pubblico
attraverso letture e monologhi sul tema della Visita


CALENDARIO VISITE

4 Ottobre ore 11
Mens sana in corpore sano. Benessere e relax alle Terme di Caracalla
Per i Romani, la frequentazione delle terme era una consuetudine quotidiana, un rito che
univa igiene, esercizio fisico e socialità. Le Terme di Caracalla rappresentano l'apice di
questa filosofia: un vero e proprio "tempio della cura di sé".
Questo enorme edificio termale, voluto dall’imperatore Caracalla e dedicato nel 216 d.C.,
costituisce uno dei più ampi e meglio conservati complessi termali dell'antichità. La visita
guidata a due voci permetterà di esplorare il complesso che non era usato solo per la cura
del corpo, ma anche come luogo di studio e passeggio. La visita si snoderà all'interno delle
sale ricostruendone la decorazione e la storia costruttiva accompagnati dalle voci dei
grandi autori classici come Seneca e Marziale che ci racconteranno in maniera vivida e
ironica il “caos rigenerante” e come il benessere passasse anche attraverso lo stomaco.
Appuntamento: Viale delle Terme di Caracalla n. 52 (15 min prima dell’inizio della visita)
Durata: 120 minuti circa


11 Ottobre ore 11
Parco degli acquedotti: da simbolo di ingegneria idraulica antica a luogo di riscatto
sociale moderno
Il filo conduttore del nostro percorso nel Parco degli Acquedotti sarà il concetto
di benessere: da quello pubblico e tecnologico dei Cesari a quello civile e umano di Don
Roberto Sardelli. Una lunga “serie di archi di trionfo”: così Goethe descrisse le rovine degli
acquedotti il cui "nobile" scopo era quello di rifornire d'acqua l’intera Urbe garantendo
accessibile a tutti l’acqua tramite le terme pubbliche e le fontane monumentali e
trasformando l'igiene in un rito collettivo e gratuito. Le arcate degli acquedotti, come quelle
dell’Acquedotto Claudio e dell’Anio Novus che caratterizzano il panorama del suburbio
romano, divennero ben presto il simbolo della salus (salute) e del prestigio imperiale.
Accanto a questi imponenti “giganti di pietra” si trovano i pilastri tozzi di un altro acquedotto,
quello Felice, che raccontano una storia differente, anche questa di salute e salvezza,
quella della Scuola 725 fondata da Don Roberto Sardelli che credeva fermamente che il
benessere non fosse solo materiale ma risiedesse nel possesso della parola e
dell’istruzione.
Appuntamento: via Lemonia, angolo via Valerio Publicola - fermata metro più vicina: Lucio
Sestio - (15 min prima dell’inizio della visita) - Termine in viale Appio Claudio
Durata: 120 minuti circa


18 Ottobre ore 11
"Pillole, Pozioni e Pasquinate: Il doppio volto della Salute a Trastevere"
Un’insolita passeggiata nel cuore di Trastevere, dove il confine tra scienza e superstizione
è stretto come un vicolo romano. Un racconto a due voci che vi riporterà nella Roma del
Settecento, divisa tra il rigore accademico e l'ingegno della strada. Esploreremo i contrasti
di un quartiere che è stato per secoli il "lazzaretto" e la farmacia dell'Urbe. Dalla razionalità
architettonica dell'Ospedale di San Gallicano, avamposto della medicina ufficiale, ci
sposteremo tra i mortai e i vasi di vetro dell’Antica Spezieria di Santa Maria della Scala, per
scoprire i segreti della leggendaria Teriaca. Ma la salute a Roma non passava solo per le
mani dei frati e dei medici: tra un intermezzo teatrale e un sonetto del Belli, faremo rivivere
le grida dei ciarlatani e degli imbonitori che nelle piazze vendevano elisir miracolosi e

promesse di eterna giovinezza. Un itinerario tra storia, letteratura e teatro per scoprire
come la cura del corpo sia sempre stata un perfetto mix tra scienza, fede e superstizione e
come infine un bicchiere di vino dei Castelli era, per il popolo, "er mejo farmaco" contro i
dolori della vita.
Appuntamento a piazza Sonnino (accanto alla basilica di San Crisogono)
Durata: 120 minuti circa

24 Ottobre ore 15:30
"Via Giulia tra santi guaritori, confraternite e racconti del Grand Tour"
Una passeggiata teatralizzata tra devozione, letteratura e assistenza
Vi proponiamo un itinerario storico e letterario lungo l'elegante rettifilo di Via Giulia, simbolo
della magnificenza del Rinascimento ma anche "corridoio della salute". Partiremo dalla
maestosa basilica di San Giovanni dei Fiorentini accanto alla quale la nazione fiorentina
creò un vero e proprio sistema di welfare d'eccellenza per i connazionali malati come
testimoniano le lettere dell’artista Michelangelo Buonarroti che vide nel servizio ai poveri
una via per la salvezza dell'anima. Incontreremo san Biagio, un santo guaritore che oltre a
proteggere la gola garantiva al popolino anche una pagnotta, benessere per lo stomaco e
ci faremo raccontare da Stendhal il rito delle candele incrociate. Seguiremo le tracce e i
racconti di San Filippo Neri, guaritore dello spirito e santo della gioia ed infine conosceremo
la confraternita dell’Orazione e Morte che raccoglieva i corpi abbandonati nella Campagna
Romana, offrendo la "salute eterna" a chi era stato invisibile in vita. Accompagnati dalla
sagacia dei versi di Belli e da una “devota” lavandaia scopriremo come a Roma era
possibile assicurarsi il benessere dello spirito e dello stomaco andando di chiesa in chiesa.
Appuntamento in piazza dell’oro davanti alla chiesa di San Giovanni dei Fiorentini
Durata visita: 120 minuti

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